“Sono nel caos, come avevamo previsto. Il centrodestra veneto vive l’ennesimo corto circuito, frutto di mesi di litigi, fratture e trattative infinite, ora esplose anche dentro le liste dei singoli partiti. È lo spettacolo di una coalizione divisa, logorata, che non parla più dei problemi del Veneto ma solo di se stessa”.

Lo dichiara Andrea Martella, segretario regionale del Partito Democratico del Veneto.

“La mossa di Zaia, che si candida capolista nelle sette province – aggiunge – è senza precedenti per un presidente uscente e certifica due cose: la crisi dell’alleanza di centrodestra e la debolezza della loro proposta. Ed è inoltre espressione della sindrome dell’uomo solo al comando che si ripropone, anche quando i tempi e le sfide chiederebbero tutt’altro”.

“Ma in Veneto – conclude Martella – una svolta è possibile, e noi la proponiamo, con l’obiettivo di porre fine a un sistema di potere chiuso e autoreferenziale. Serve una politica fatta di ascolto, responsabilità e visione. Con Giovanni Manildo, attraverso la sua esperienza amministrativa e la sua capacità di dialogo, mettiamo in campo un modello diverso: quello del ‘sindaco del Veneto’, per aprire una nuova stagione di partecipazione e buon governo. Cosa di cui c’è grande bisogno”.


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