“Ignazio La Russa non sorprende mai e
ancora una volta reitera i suoi argomenti nostalgici e
revisionisti. Quella che oggi ad Assago ha definito ‘la
sconfitta dell’Italia’, alla quale Giorgio Almirante – gia’
caporedattore de La Difesa della Razza e dirigente della
Repubblica Sociale Italiana – e gli altri fondatori del
Movimento Sociale Italiano secondo La Russa ‘non si arresero
mai’, è in realta’ la sconfitta del fascismo: la dittatura che
privo’ gli italiani della liberta’, perseguito’, uccise e,
trascinando il Paese nella tragedia della guerra, provoco’ la
morte di milioni di italiani”. Lo dice il Senatore del Pd Marco
Meloni, Questore del Senato. “Quella sconfitta di Mussolini – e
del suo alleato Hitler – fu la vittoria della democrazia e della
liberta’, e rappresenta l’atto fondativo della Repubblica
italiana, che si e’ data una Costituzione fondata proprio
sull’antifascismo. La Russa, anziche’ dolersene, dovrebbe
ricordarsi che e’ proprio grazie a quella sconfitta del fascismo
che puo’ ricoprire la carica di presidente del Senato di una
repubblica democratica. Rivendicare con orgoglio i legami oscuri
con quella degenerazione totalitaria, simboleggiati dalla fiamma
che – come ricorda orgoglioso La Russa – arde ancora sul simbolo
di Fratelli d’Italia, come a Predappio sulla tomba di Mussolini,
e’ una provocazione gravissima e inaccettabile. Mi auguro che
Giorgia Meloni sappia che chi guida il governo di un grande
Paese democratico non puo’ continuare a richiamarsi con fierezza
a quella eredita’, che e’ e resta un’onta sulla nostra storia
nazionale. Per dimostrarlo ha una strada semplice: cancellare
finalmente la fiamma dal simbolo del suo partito. A La Russa si
puo’ solo chiedere di scusarsi con gli italiani”, conclude Marco
Meloni.