“La separazione delle carriere e’ un
risultato che abbiamo gia’ sostanzialmente raggiunto, insieme al
centrodestra, nel 2022 con la riforma Cartabia. E se la si
volesse rendere ancora piu’ rigida, ad esempio con concorsi
separati, basterebbe una legge. La riforma invece punta solo ad
alterare la separazione dei poteri prevista dalla Costituzione”.
Lo dichiara a ‘L’Unione sarda’ il senatore del Pd, Marco Meloni,
in queste settimane impegnato a girare la Sardegna per sostenere
il No. No, osserva, a “una riforma che non risolve nessun
problema: non ha alcuna efficacia sui tempi della giustizia, sui
diritti della difesa e tantomeno sugli errori giudiziari, come
d’altronde ammette lo stesso Nordio. E’ semplicemente un modo
per limitare l’autonomia della magistratura, presidio
fondamentale dei diritti dei cittadini. Con la riforma, la
maggioranza vuole limitare la magistratura nel suo complesso,
renderla meno autonoma e meno capace di controllare chi governa,
come si e’ gia’ cominciato a fare con l’abolizione dell’abuso
d’ufficio e con la riforma della Corte dei Conti”. Per Giorgia
Meloni, prosegue, “l’azione dei giudici e’ una ‘intollerabile
ingerenza’ nel suo operato, per noi e’ un presidio fondamentale
dello Stato di diritto” Quanto a chi, a sinistra vota S’, nota:
“Non so se si tratti di ingenuita’ o di malafede, e nel caso che
cosa sarebbe peggio. Ma invito chi vota Si’ da sinistra a
riflettere su una circostanza: in quanti votano No da destra?
Risposta facile: nessuno. Ma mentre i pochi esponenti della
‘sinistra per il Si” discettano di pandette, e di fatto
promuovono una stagione autoritaria diventando i testimonial
preferiti di Giorgia Meloni, il novantacinque per cento dei
nostri elettori ha le idee chiare e votera’ No”,
conclude.