“Ci avviamo alla fine della legislatura con un’economia in forte affanno e con i Comuni che portano sulle spalle il peso dei tagli che il governo Meloni ha deciso in questi anni.” Così Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del PD, intervenendo all’assemblea nazionale delle Autonomie locali italiane (Ali). “Il governo rivendica il risanamento dei conti pubblici. Il deficit si è ridotto, è vero. Ma a quale prezzo? Una pressione fiscale ai massimi dal 2014, sanità, istruzione e trasporti sotto finanziati, pesanti tagli agli enti locali sia sulla parte corrente che per gli investimenti. I Comuni hanno compiuto uno sforzo straordinario sul Pnrr: hanno progettato, appaltato, aperto migliaia di cantieri in condizioni difficilissime, con organici ridotti e tempi stretti. Ma nel 2026 il Pnrr finisce. E dopo? È la domanda a cui il governo non ha mai risposto. Non esiste una strategia per il dopo-Pnrr. Il rischio concreto è che i Comuni si ritrovino senza risorse e strumenti né per gli investimenti né per i costi di gestione delle opere realizzate grazie al Pnrr. Un blocco che pagherebbero soprattutto i cittadini più fragili e i territori più in ritardo. Il prossimo governo dovrà scrivere un nuovo piano strutturale di bilancio. È un obbligo europeo, ma anche un’opportunità. Quel piano non può essere scritto nel chiuso dei ministeri e calato dall’alto: deve essere costruito insieme a Comuni, Province e Città metropolitane, che conoscono i bisogni reali dei territori. Ali può e deve essere protagonista di questo processo”, aggiunge.
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