Le imprese multinazionali rappresentano “uno dei pochi ambiti della nostra economia che vanno in una direzione opposta” rispetto a un quadro segnato da “bassa produttività, bassi salari e bassa crescita”. Lo ha affermato Antonio Misiani, vicepresidente della 5ª Commissione permanente (Bilancio) del Senato, intervenendo alla presentazione del Global Attractiveness Index 2026, il rapporto di TEHA Group illustrato oggi al Senato della Repubblica, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, su iniziativa del senatore Giorgio Maria Bergesio. “L’attrattività non è una questione d’immagine per il nostro Paese, ma è un tema strettamente correlato alla crescita e alla qualità della crescita”, ha detto Misiani, sottolineando che “i dati del rapporto evidenziano una delle strade più importanti per aiutare la macchina economica dell’Italia a rimettersi in moto”. Il senatore del Pd ha ricordato che le multinazionali, pur rappresentando “una piccola minoranza dell’universo delle imprese italiane”, hanno “un peso enorme” sull’occupazione, sul valore aggiunto e soprattutto sulla ricerca e sviluppo, arrivando a rappresentare “oltre il 38% della spesa privata in ricerca e sviluppo”. “Le imprese italiane purtroppo investono troppo poco in ricerca e sviluppo. Per fortuna le imprese multinazionali aumentano il loro impegno finanziario nella ricerca e sviluppo”, ha aggiunto.
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