“Il Governo ci chiede oggi un mandato in bianco da 35 miliardi di euro, per due terzi destinato ad aumentare la spesa militare. Ci domanda di dare il via libera alla Clausola di Salvaguardia Nazionale, ma senza dirci quali interventi verranno finanziati con lo scostamento. Prima si chiede al Parlamento di aprire i cordoni della borsa, poi – forse tra due mesi – si spiegherà come verranno spesi i soldi degli italiani.
Come PD siamo contrari a un fare più debito per aumentare la spesa militare su base nazionale: non è così che si costruisce sicurezza, e non è così che si tutelano i conti pubblici.
C’è un punto, in ogni caso, che consideriamo dirimente e che il Governo continua a non chiarire: se lo scostamento per la difesa sarà finanziato con nuovo debito nazionale o attraverso lo strumento europeo SAFE. Non è un dettaglio tecnico: sono due strade opposte. La prima significa aumentare la spesa militare Paese per Paese, moltiplicando per ventisette gli stessi sistemi d’arma e le stesse duplicazioni che rendono la difesa europea inefficiente e costosa. La seconda, pur con i suoi limiti, va nella direzione di una vera difesa europea, con appalti comuni e preferenza per le produzioni europee.
Sul fronte energetico l’Unione europea ha fatto bene ad aprire spazi di flessibilità, di fronte alla crisi di Hormuz. Ma l’Italia paga oggi il prezzo di anni di negazionismo climatico e di un Governo che ha lavorato per smontare il Green Deal invece che accelerare su rinnovabili, reti ed efficienza energetica. Chiediamo che questi margini vengano usati per investimenti veri – efficienza energetica dell’edilizia pubblica, conto termico, fondo automotive, autobus elettrici – e non per tamponare ancora una volta l’emergenza.
Il Governo sciolga questi nodi prima del voto, non dopo. Il Parlamento non può essere chiamato a firmare una cambiale in bianco per aumentare a debito la spesa militare.”