“Il guaio di questo governo è che le parole ignobili del ministro Tajani sulle donne non sono solo uno scivolone, ma riflettono una visione precisa. Una visione molto ben espressa dalla legge elettorale, in cui è stata cancellata la norma del 60/40 per evitare liste di soli uomini e che ha portato in Parlamento il 33% delle donne. Se il Melonellum verrà approvato verranno eletti quasi solo i capilista, senza alcun vincolo di genere, e quindi le donne potranno sparire dalla Camere. Le parlamentari del centrodestra dovrebbero ribellarsi a una normativa costruita contro le donne, speriamo che lo facciano alla Camera perché quella legge elettorale è una scelta senza ritorno”. Lo ha detto la senatrice del Pd Valeria Valente a “Tutto scorre” su Radio Popolare.
“Giorgia Meloni – ha proseguito Valente – si vanta di aver vinto in politica giocando con le regole degli uomini, senza vedere che quelle regole non solo sono scritte dagli uomini, ma sono anche a misura di uomini e sono respingenti per le donne. Le donne ora hanno due strade, nella società come in politica: omologarsi ai modelli maschili o essere wonder woman e cioè, per esempio, per non rinunciare alla maternità e alla realizzazione professionale, vivere una vita faticosissima, rischiando sempre di mollare per stanchezza. Un’esistenza molto più difficile e faticosa di quella degli uomini. Noi vogliamo vincere cambiando quei modelli e migliorando la vita delle donne nel nostro Paese. Per esempio la maternità è un tema adesso totalmente rimosso dal mondo del lavoro, per questo il Pd propone i congedi paritari. Avere più donne in politica non è una questione relativa solo ai diritti delle donne, che pure c’è, ma riguarda la qualità della politica e della democrazia. Avere più donne in politica e nelle istituzioni significa avere una politica più vicina alle persone, più capace di empatizzare, di emozionarsi: insomma un contributo prezioso – conclude Valente – per contrastare la crisi della democrazia e della rappresentanza e per occuparsi dei problemi concreti delle persone”.


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