“Di Maio mente sapendo di mentire. Il suo decreto disoccupazione – scrive su Facebook – ‘aumenta i risarcimenti per i lavoratori che vengono licenziati ingiustamente’.
‘Il Pd è contrario’, scrive il vicepremier, ma ‘come si può essere contrari a una norma che dà un giusto indennizzo ai lavoratori che subiscono degli abusi’?
Purtroppo, smentire questa bufala richiede un ragionamento, anzi due. E in politica i ragionamenti non servono. Me ne scuso. Ma non so che altro fare (suggerimenti concreti in tal senso sono benvenuti).
Il succo è semplice. Se Di Maio pensa che ci troviamo di fronte ad «abusi» contro i lavoratori, abolisca il contratto a tutele crescenti e reintroduca l’articolo 18 per tutti, anche per chi lavora in imprese con meno di 15 dipendenti. Cosa che il suo decreto disoccupazione si guarda bene dal fare. Se invece non vuole stravolgere il suo decreto, che lascia immutate le tutele crescenti, legga con attenzione gli emendamenti del Pd. Perché hanno proprio l’obiettivo di estendere le tutele e le opportunità dei lavoratori all’interno dell’impianto esistente”. Così Tommaso Nannicini, senatore e membro della segreteria del Pd, replica a Luigi Di Maio in merito al Dl Dignità.