“Nei giorni scorsi abbiamo presentato in Senato un ddl per regolare gli algoritmi contro i rischi di dipendenza, influenza e manipolazione. Le anticipazioni giornalistiche diffuse oggi su un possibile ruolo di alcune piattaforme nella profilazione degli utenti e nella possibile alterazione della visibilità dei contenuti pongono una questione molto seria che rende urgente l’analisi parlamentare del nostro testo. Se i fatti riportati fossero confermati, non saremmo davanti solo a un problema di privacy, ma a un rischio che riguarda pluralismo, libertà di informazione e qualità democratica. La nostra proposta non è una crociata contro la tecnologia. Ma punta rendere le piattaforme più trasparenti, più responsabili e più sicure. Il punto è bonificare un ecosistema digitale che oggi può produrre dipendenza, opacità e manipolazione. Regolare non significa restringere la libertà digitale, ma proteggerla. Significa restituire ai cittadini, e soprattutto ai più giovani, uno spazio online più sano, più libero. Al di là delle inchieste e dei loro esiti, non si può lasciare alle grandi piattaforme un potere così ampio senza regole, senza trasparenza e senza responsabilità.”
Lo dichiarano i senatori del PD Antonio Nicita e Lorenzo Basso, autori del DDL per la regolazione degli algoritmi.