“Questo è il quarto decreto con cui il Governo si occupa dell’inflazione determinata dai costi dell’energia e ancora una volta è profondamente inadeguato. Si tratta dell’ennesimo decreto sulle accise mobili e proprio questo è uno dei problemi principali. Quando si introducono tagli alle accise, che sono un commodity, quando ci sono pochi produttori, la possibilità di influenzare i prezzi da parte di chi governa sono pochi. Ma soprattutto, per come funziona il mercato, non si devono fare annunci di tagli definiti. Perché gli annunci dei tagli alle accise incentivano ad aumentare marginalmente il prezzo come peraltro è già avvenuto. Per questo motivo a fronte di 1,2 mld spesi per i tagli si è finito con il regalare agli speculatori quasi 500 mln di euro. La nostra proposta invece prevedeva di finanziare i tagli con gli introiti dell’Iva futura. Si crea un fondo aspettando che l’Iva maturi senza generare fenomeni speculativi. Il fondo impedisce agli speculatori di anticipare lo sconto del Governo sul prezzo finale. Abbiamo spinto anche sull’idea del disaccoppiamento, sui gruppi di acquisto pubblici. Insomma abbiamo avanzato tante proposte ma il Governo ha preferito perseverare nell’errore ai danni di cittadini e imprese. Stessa cecità purtroppo l’abbiamo riscontrata nelle risposte, naturalmente inefficaci, date dal Governo per fronteggiare l’aumento dei prodotti usati in agricoltura. Gli strumenti di controllo ci sono basterebbe che il Governo li utilizzasse. Insomma si continua con decreti a rate che affrontano un problema emergenziale senza mai risolverlo. Il Governo si incensa ma come diceva un’economista, certo non di sinistra, come Milton Friedman: “i governi non si giudicano dalle buone intenzioni ma dai risultati. Ecco qui risultati sono piccolissimi e nel caso delle accise addirittura sono aumentati gli sprechi finanziati con i soldi degli italiani”. Così il vicepresidente dei Senatori del Pd Antonio Nicita intervenendo in sede di discussione generale sul decreto carburanti”.
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