“Ringrazio il ministro Foti se non altro per la sincerità con cui ha risposto alle nostre domande nell’Aula del Senato. Con un’interrogazione abbiamo chiesto se non ritenesse che il governo dovesse impegnarsi per il superamento del diritto di veto nell’Unione europea e quali iniziative intendesse mettere in campo in tal senso. La risposta è stata negativa a entrambe le domande. Quindi il segnale è questo: in Europa l’Esecutivo Meloni sostiene il diritto di veto perché la maggioranza sarebbe nemica della coesione, mentre in Italia si appresta ad approvare in via definitiva una legge elettorale al limite della costituzionalità per garantire lo strapotere alla futura maggioranza”. Lo ha detto in Aula il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd. “Come si tengono insieme queste due visioni? – ha proseguito Nicita – Attraverso un equivoco di fondo, quello sull’interesse nazionale. E’ evidente che l’interesse nazionale dell’Italia coincide con l’interesse europeo, che solo un’Ue più forte può garantire azioni più veloci, capacità di agire e di contare nel contesto globale. Sostenere il diritto di veto in Ue non significa affermare l’interesse nazionale, ma la visione parziale del sovranismo nazionale nel contesto europeo e internazionale, l’isolamento, la solitudine. Nulla infatti vieta che una regola che introducesse il principio della maggioranza in Ue potrebbe comunque portare alla coesione, ma non è vero il contrario, perché il diritto di veto rende difficile costruire l’Europa che servirebbe”.


Ne Parlano