“Non esiste, in questa legislatura, un
precedente paragonabile a cio’ che sta accadendo oggi. Dopo
l’unita’ del Parlamento sancita pubblicamente da una stretta di
mano, la maggioranza decide di rompere quel patto politico con
l’opposizione proprio sul terreno piu’ sensibile e simbolico: la
liberta’ e l’autodeterminazione delle donne”. Lo affermano in
una nota congiunta i capigruppo di opposizione a Palazzo Madama
Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli (M5S), Raffaella Paita
(Iv), Peppe De Cristofaro (Avs), Marco Lombardo (Azione). “A
Montecitorio era stato raggiunto un risultato alto e condiviso,
costruito sull’unita’ trasversale delle donne e su un principio
semplice, chiaro, universale: solo si’ e’ si’. Un principio che
ha dato voce alle vittime, ha parlato il linguaggio della
realta’ e ha avvicinato l’Italia agli standard piu’ avanzati del
diritto e delle convenzioni internazionali. La proposta avanzata
oggi dalla presidente Bongiorno cancella quell’impegno assunto
direttamente dalla Presidente del Consiglio Meloni, rappresenta
un arretramento gravissimo rispetto a quel traguardo, rispetto
alla parola data dal Governo e rispetto a una conquista che
aveva unito il Parlamento e il Paese. La volonta’ non e’
consenso. Offuscare questa distinzione significa far male e
indebolire la tutela delle donne e tradire lo spirito di
quell’intesa. La rottura e’ politica, ed e’ tutta sulle spalle
di chi ha scelto di tornare indietro. Ora la Presidente del
Consiglio dica con chiarezza se intende difendere il risultato
raggiunto alla Camera o se accetta che venga cancellato proprio
cio’ che aveva reso quella legge un segno di straordinaria
civilta’”, concludono i presidenti dei gruppi di opposizione del
Senato, dopo il nuovo testo predisposto dalla presidente della
commissione Bongiorno sulla violenza sessuale.