“Non si può permettere che l’Europa scarichi sulla buona volontà e sul senso di accoglienza di piccole comunità come Lampedusa, Augusta, Pozzallo, per ricordarne solo alcune tra le più esposte, l’onere di una responsabilità politica molto grande. Qui non si parla di numeri e paura, non c’è tempo: esse rappresentano il simbolo di una generosità e di una solidarietà che certe comunità, offrono a chi cerca, disperatamente, aiuto e sostegno”. Lo dichiara la senatrice del Pd Venera Padua, intervenendo in discussione generale nell’aula del Senato sul progetto di legge che riconosce il 3 ottobre quale giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, con lo scopo di sensibilizzare e formare l’opinione pubblica e le giovani generazioni alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e al valore della vita.
“Quella data – ricorda Padua – è impressa nei nostri cuori, quelle immagini ci sembrarono insopportabili e speravamo di non doverle più vedere. Così, purtroppo, non è stato! Forse, ci siamo anche un po’ rassegnati a tutto questo e solo di tanto in tanto l’immagine di un piccolo tra le braccia di un soccorritore che arriva, ahimè, troppo tardi ci costringe a riflettere! Per questo – sottolinea Padua – vorrei rimarcare il significato più profondo che rappresenta l’istituzione di una giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione. Promuovere l’educazione dei nostri ragazzi nelle scuole e dei cittadini e delle cittadine nei luoghi in cui vivono è un investimento culturale per il futuro del nostro Paese che potrà, speriamo, contagiare anche altri Paesi europei”.
Infine, per Padua “l’idea di dare il premio Nobel per la Pace a Lampedusa è un’iniziativa assolutamente lodevole perché protesa all’idea di un’Europa il cui cuore pulsante batta in mezzo alle persone”.