“Dopo aver letto la sua replica stizzita e poco pertinente alle critiche che gli ho mosso, ribadisco al Ministro Nordio il mio invito a non strumentalizzare la Resistenza per fare propaganda alla sua pessima e pericolosa riforma dell’ordinamento giudiziario, che in diversi punti cruciali capovolge quanto oggi è sancito nella nostra Costituzione, nata appunto dalla Resistenza. Ciò detto – come studioso di lunga data della Resistenza antifascista e antinazista in Europa e del sostegno che ai movimenti resistenziali nazionali fornirono Gran Bretagna e Stati Uniti con la creazione del Soe e dell’Oss – non posso che apprezzare sinceramente l’omaggio reso da Nordio ai martiri di Mont-Valérien e il suo libro sullo Special Operations Executive. Se, dopo il referendum, il Ministro vorrà dibattere pubblicamente dell’argomento con il sottoscritto, sarò lieto di farlo. A due condizioni. La prima: che si parli anche della Resistenza italiana, che fu una delle più vaste e significative d’Europa. La seconda: che il Ministro, dall’alto della sua conoscenza del fenomeno resistenziale, si impegni fin da subito, in modo da ottenere magari qualche risultato prima del prossimo 25 Aprile, a far comprendere alla sua Presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’importanza enorme dell’antifascismo, spiegandole che non è decoroso rifiutarsi di dirsi antifascisti allorché si è alla guida del governo di un Paese retto da una Costituzione fondata sui valori e le lotte dell’antifascismo”. Così il senatore del Pd Dario Parrini replica al ministro Nordio.
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