“Questo decreto fa una scelta infelice, molto grave, che dà un pugno in faccia a 5 mln di cittadini italiani che per ragioni di studio, lavoro e salute sono lontani dalla loro residenza e che non potranno esercitare il loro diritto di voto in occasione del referendum costituzionale, come invece è accaduto per le europee 2024 e per il referendum sul lavoro 2025”. Lo ha detto il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.
“E’ una scelta grave – ha proseguito Parrini – anche per le spiegazioni che la maggioranza ha fornito durante il dibattito in commissione e in Aula. Il centrodestra ha sostenuto che si tratta di un atto per il quale non ci sarebbe il tempo per gli adempimenti tecnici entro il 22 e 23 marzo. Peccato che quella data non è stata decisa da un destino cinico e baro, ma è stata una scelta politica, che il governo avrebbe anche anticipato al 1 marzo se non ci fosse stata la petizione popolare sul quesito. Inoltre l’Esecutivo Meloni detiene il record di decreti-legge, credo ne abbia fatti oltre 120, su emergenze vere ed emergenze false, non poteva inserire una norma sui fuorisede in questo decreto? E perché non c’è una legge sul voto dei fuorisede nel nostro Paese? Non c’è a causa dell’ostruzionismo insistito e sfacciato della destra contro questa normativa. La verità è che la destra ha deciso di escludere dal diritto di voto 5 milioni di cittadine e cittadini italiani, atto ancora più grave perché avviene su un referendum costituzionale e nel contesto del dibattito pubblico sulle cause dell’astensionismo e su come limitarlo. Il messaggio che la maggioranza manda è che sta cercando di fare tutto il possibile per ostacolare il voto e ciò non è accettabile, è vergognoso”.


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