“Invocando il diritto del governo di ricorrere a un colpo di mano per imporre la celebrazione a inizio marzo del referendum costituzionale sull’ordinamento giudiziario, il deputato di Forza Italia Enrico Costa – nonostante un percorso parlamentare quasi ventennale che lo ha visto transitare in più partiti e in diversi schieramenti – mostra di conoscere assai poco la legge 352 del 1970, l’articolo 138 della Costituzione e i precedenti riguardanti tempi e modalità di svolgimento dei referendum costituzionali confermativi. Lo offusca probabilmente la volontà della maggioranza di centrodestra di impedire a ogni costo che questa campagna referendaria possa svolgersi coi tempi con cui si sono svolte le campagne per tutti gli altri referendum costituzionali confermativi tenutisi nella storia del nostro Paese.
Il disegno prepotente della destra – che in Parlamento ha approvato a spallate il disegno di legge e ora vuol fissare a spallate la data della consultazione elettorale, pregiudicando il diritto dei cittadini ad una informazione adeguata – è dettato dalla paura che attraverso un dibattito ampio e non strozzato nel Paese diventi evidente agli occhi dell’opinione pubblica l’obiettivo reale della pessima Riforma Nordio, quello cioè di concentrare una quantità abnorme di potere nelle mani dell’esecutivo mettendo nel mirino principi costituzionali e democratici fondamentali quali l’indipendenza della magistratura, la legge uguale per tutti, lo stato di diritto, l’equilibrio e la separazione tra i poteri dello Stato.
Sappiamo che la destra ha l’orticaria per le regole istituzionali. Nondimeno ha l’obbligo di rispettarle, a maggior quando, come in questo caso, l’atto finale dell’iter – ovvero il decreto di indizione – è competenza del Presidente della Repubblica, che della Costituzione e dei suoi valori è il massimo garante”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.


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