Si confermano affezionati a un modo di legiferare da circo equestre». Per Dario Parrini, senatore Pd e vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, se la maggioranza ora valuta di inserire il ballottaggio nel Melonellum, la ragione è evidente: «Questa legge elettorale è malata di sondaggite».
Cosa vuol dire?
«Il testo prevedeva il doppio turno nella sua prima versione. Poi è stato eliminato quando ancora Roberto Vannacci non era il loro incubo nelle rilevazioni. Si erano persino vantati di aver seguito le indicazioni dei giuristi. Oggi invece ci ripensano perché Futuro nazionale si sta mangiando i loro consensi. E c`è una cifra che lo dimostra».
Quale?
«L`emendamento di Forza Italia, anticipato da Repubblica, segna la soglia per l`accesso al doppio turno al 40%. Guarda caso, è proprio la somma dei quattro partiti del centrodestra in base agli ultimi sondaggi. Ma do una notizia a questa maggioranza: i sondaggi sono cambiati, ma la Costituzione no, e il ballottaggio rimane in contrasto con ciò che prevede».
Addirittura?
«Nella nostra Carta c`è ancora il bicameralismo paritario. Calare il doppio turno in un sistema di questo tipo significa esporsi al rischio di esiti paradossali, come due ballottaggi con risultati diversi tra Camera e Senato».
Anche Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex deputato Pd sta facendo una campagna a favore del ballottaggio.
«Una proposta non praticabile rispetto alla Carta è un errore senza aggettivi, può essere di destra o di sinistra. Non ne faccio una questione di partito».
In passato è stato un tema caro anche alla sua parte politica.
«Il dibattito su qualsiasi forma di ballottaggio nazionale, all`interno del centrosinistra, ha sempre avuto una pre-condizione: una riforma costituzionale per superare il bicameralismo paritario».
Non c`è possibilità che la sfida a due possa migliorare il Melonellum?
«Siamo davanti a un disegno di legge con delle tare così strutturali da essere inemendabile. Il ballottaggio nazionale non lo migliorerebbe. Voglio ribadirlo per i tanti che confondono le acque: qui non c`entra nulla il sistema francese. Il doppio turno ha senso quando si deve eleggere una sola persona: nei collegi uninominali per il Parlamento o nell`elezione dei sindaci dei comuni sopra i 15mila abitanti. Non per indicare un`assemblea. Qua finisce per esasperare i problemi già esistenti».
Quali?
«È un testo con preoccupanti tratti presidenzialisti e prebliscitari. E voglio ripeterlo: fa a pugni con la Carta».
Alla fine l`emendamento sulle preferenze non prevederà l`alternanza di genere tra i capilista bloccati.
«Posto che sono finte pure le preferenze, se avessero davvero voluto tutelare la rappresentanza femminile avrebbero previsto una suddivisione equa tra i nomi bloccati. Il resto è uno specchietto per le allodole».
Si espongono di nuovo alla bocciatura delle “franche tiratrici” quando il testo tornerà alla Camera con il voto segreto?
«Sicuramente l`indignazione delle parlamentari – e non solo loro – sarà bipartisan».
Il centrodestra valuta anche di cambiare la norma che cestina i voti dei partiti sotto il 3% che non siano il “miglior perdente”. Basta abbassare la soglia all`1 o al 2%?
«La soglia massima per l`esclusione di una forza politica dal computo totale dei voti della sua coalizione può essere non più dell`1%, com`è ora nel Rosatellum. Diversamente si rischia di assegnare il premio alla coalizione che ha preso meno voti».