“La prima Premier donna della storia della Repubblica, Giorgia Meloni, rischia di consegnare al Paese un Parlamento composto per oltre l’80 per cento di uomini, con una fortissima regressione rispetto alla non brillante situazione attuale. Con l’ennesimo emendamento che finge di introdurre le preferenze, la maggioranza ha deciso di riproporre la stessa minestra su cui alla Camera è andata sotto, facendo saltare la quota del 60/40 nei capilista e con l’alternanza di genere soltanto per il listino. Peccato che, come si sa, in quasi tutti i collegi la gran parte delle forze politiche riusciranno a portare all’elezione esclusivamente i capilista e che quindi sia le preferenze che l’alternanza di genere sono solo un’illusione ottica con cui il centrodestra pensa di ingannare tutti. La conseguenza di tutto questo sarà quella di avere, dalla prossima legislatura, un Parlamento di quasi soli uomini. E’ una decisione gravissima da parte di Meloni, la conferma che non serve una donna al comando se non lavora per le altre. E ci chiediamo: come possono le donne di centrodestra avallare una simile scelta? ”. Lo dice la senatrice Valeria Valente, componente della Commissione Affari costituzionali.
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