“Dal punto di vista dei cittadini i problemi della giustizia italiana sono i tempi dei processi ancora troppo lunghi, per la complessità di certe procedure e le pesanti carenze di personale amministrativo e magistratuale, poi ci sono i troppi errori giudiziari e infine lo scandalo disumano dell’emergenza carceri”. Lo scrive in una nota il senatore del PD Dario Parrini, che aggiunge: “La Riforma Costituzionale Nordio portata avanti in solitaria dalla destra non è utile ad affrontare e risolvere nessuno di questi problemi”.
“La Riforma Nordio – prosegue il parlamentare dem – è semplicemente un attacco politico all’indipendenza della magistratura portato avanti in memoria di Silvio Berlusconi. Si parla di natura ‘liberale’ della Riforma Nordio. Questa è la barzelletta più grossa. Diversamente da quanto avviene con la già vigente separazione delle funzioni in regime di unità di carriera, non ha niente di liberale un provvedimento basato su nomine per sorteggio dei Csm e dell’Alta Corte Disciplinare e sulla trasformazione del pm in un ‘avvocato della polizia’, un superaccusatore senza contrappesi, del tutto autoreferenziale e subalterno alle scelte di caserme e questure nella gestione delle indagini. È un provvedimento illiberale perché riduce le garanzie e i diritti dei cittadini. È un provvedimento iniquo perché aumenta il rischio di un sistema giudiziario amministrato con arbitrio, organizzato per sfavorire i più deboli e favorire i più forti. A primavera sarà sottoposto a un referendum costituzionale senza quorum”, conclude Parrini.


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