“Su diktat di Nordio il governo ha rubato al Parlamento la possibilità di intervenire sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario che colpisce l’indipendenza della magistratura in primo luogo spezzettando e svilendo il Csm. È stato un furto di democrazia. Un altro furto di democrazia è l’idea, fatta circolare in questi giorni in ambienti della maggioranza, di strozzare i tempi della campagna elettorale convocando la consultazione referendaria ai primissimi di marzo. Un fatto mai avvenuto nella storia dei referendum costituzionali. Un segno insieme di arroganza e di paura. Un colpo di mano inaccettabile, tipico di chi non si fa scrupolo di combattere le battaglie politiche con armi sleali e sommo disprezzo per ogni principio di correttezza istituzionale”. Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.
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