“Serve un piccolo riassunto, perché si stanno varcando i limiti estremi della decenza istituzionale. A febbraio, con lo sguardo fisso sui sondaggi invece che sui problemi sociali e economici dell’Italia, la destra presenta un progetto di cambiamento della legge elettorale costruito sulla paura di perdere e ritagliato sui propri interessi contingenti. Quindi lo fa avanzare in solitudine, a colpi di maggioranza, e lo approva in un ramo del Parlamento. Ora, visto che i sondaggi sono parecchio diversi da quelli di sei mesi fa (il crollo della Lega e l’ascesa di Vannacci si sono accentuati) – il centrodestra ventila la possibilità di introdurre un cambiamento di fondo – il ballottaggio nazionale per assegnare il premio – non in seguito allo svolgimento nel Paese di una discussione seria, ampia e inclusiva. Ma, di nuovo, solo per paura di perdere: perché, secondo i sondaggi attuali, applicando le disposizioni votate alla Camera l’alleanza progressista sconfiggerebbe nettamente il centrodestra non alleato con Vannacci. Al di là di ogni obiezione tecnica sull’idea messa in campo, e se ne potrebbero formulare tante, siamo di fronte a un modo di legiferare sconcertante e vergognoso. Nemmeno nelle repubbliche delle banane si cambiano in questo modo estemporaneo, opportunistico e confuso regole del gioco che, per quanto adottabili con norme ordinarie, hanno un impatto pesante sugli equilibri della Costituzione”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama.
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