– Confermata la richiesta di Pd, M5S e AVS di
non utilizzare la clausola di salvaguardia per le spese militari,
contenuta nella risoluzione presentata sulle comunicazioni alla Camera
del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il documento, che non
è stato sottoscritto da Italia viva, impegna il Governo “a presentare
una relazione che aggiorni il percorso della spesa netta e gli
obiettivi programmatici di finanza pubblica e indichi la misura e la
durata dell’eventuale deviazione, garantendo in ogni caso che essa sia
esclusivamente indirizzata al contrasto della povertà assoluta, al
finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e
delle imprese colpite dalla crisi energetica e alla diminuzione della
dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, in particolare
attraverso investimenti in fonti pulite, reti e infrastrutture
energetiche, escludendo che le risorse disponibili siano destinate a
impegni di spesa militare”.
Nella premesse inoltre si sottolinea la necessità di “riconsiderare
radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare
ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono
sul bilancio dello Stato, nonché attivarsi per superare il piano di
riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento puntando alla
costruzione di una vera difesa comune europea”. Viene inoltre messa in
evidenza l’esigenza di “perseguire una strategia che punti alla
sovranità e indipendenza energetica e che metta gli Stati membri al
riparo dagli effetti destabilizzanti indotti dalle guerre”.


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