“La decisione del Tribunale per i minorenni di Palermo di dichiarare decaduto dalla responsabilità genitoriale un uomo condannato per associazione mafiosa e traffico di droga è un atto giuridicamente e umanamente fondamentale. Sancisce un principio fondamentale: ‘chi aderisce a organizzazioni criminali mafiose non può essere un buon genitore, perché trasmette modelli di violenza, sopraffazione e illegalità’. Proteggere i minori da tutto questo è un dovere della Repubblica”. Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, coordinatrice del comitato minori e cultura della legalità della commissione Antimafia.
Rando sottolinea quindi la necessità di dare seguito normativo al progetto ‘Liberi di scegliere’, già sperimentato in Calabria, ora in Sicilia e in altre regioni. “L’esperienza portata avanti con coraggio dai Tribunali per i minorenni, dal giudice Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, dalla procuratrice Claudia Caramanna a Palermo, con il supporto dell’associazione Libera, che ha accompagnato diversi minori e le loro mamme in un percorso di legalità – aggiunge – dimostra che è possibile spezzare le catene che legano i figli al destino dei padri mafiosi e dare l’opportunità ai minori di scegliere. Ma non possiamo affidarci solo all’iniziativa di pochi magistrati coraggiosi. Serve una legge nazionale che dia strumenti certi e uniformi per intervenire tempestivamente in tutti i territori dove la criminalità organizzata esercita ancora un potere di condizionamento sulle famiglie e sull’educazione dei minori”. “La proposta a cui abbiamo lavorato nel comitato che coordino sta per essere incardinata e mi auguro possa essere approvata velocemente. Restituire un futuro di libertà a questi ragazzi e ragazze – conclude Rando – è la più autentica lotta alla mafia che possiamo compiere”.