«Oggi alla Camera dei Deputati, insieme alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, abbiamo celebrato i 50 anni della relazione di minoranza di Pio La Torre: un documento che rappresentò una scelta politica netta, capace di rivoluzionare l’antimafia e di indicare che la mafia è un sistema di potere intrecciato con economia, appalti, rendite e connivenze politiche».
Lo ha dichiarato la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità, trasparenza e contrasto alle mafie nella segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo alla celebrazione del 50° anniversario della relazione di minoranza alla Camera dei Deputati.
«Quella relazione ci dice ancora oggi che colpire le mafie significa aggredirne i patrimoni e spezzarne l’accumulazione, ma anche difendere e non indebolire mai gli strumenti dell’antimafia conquistati con fatica. Ci ricorda la responsabilità della politica e la necessità di chiamare le cose con il loro nome: gli omicidi di Pio La Torre e di Piersanti Mattarella sono delitti politici mafiosi, perché colpirono chi metteva in discussione un sistema di potere» ha continuato la senatrice.
«A cinquant’anni di distanza quella visione è drammaticamente attuale: le mafie cambiano forma e si muovono nella finanza e nell’economia legale, prosperano dove arretrano i diritti e il lavoro è povero. Ricordare oggi quella relazione significa scegliere un’antimafia costituzionale che unisce legalità e giustizia sociale e fare in modo che questo diventi patrimonio condiviso del Paese», ha concluso Rando.