“Oltre 30.000 giovani laureati in Scienze dell’educazione e della formazione in tutta Italia, molti dei quali gia’ impegnati con competenza e dedizione nei servizi per l’infanzia, si trovano oggi esclusi dal proprio sbocco professionale a causa di un inaccettabile ritardo nell’adeguamento dei percorsi universitari alle nuove norme introdotte nel 2017. E’ una vera e propria ingiustizia che rischia di vanificare anni di studio, sacrifici e passione per il lavoro educativo, serve un intervento urgente”. A sottolinearlo e’ la senatrice Pd Enza Rando, che ha presentato un’interrogazione alla ministra dell’Universita’ e della ricerca “per chiedere un intervento immediato”. “Il decreto legislativo n. 65 del 2017 – spiega – ha introdotto nuovi requisiti per l’accesso alla professione di educatore nei servizi per l’infanzia, ma l’adeguamento concreto nei piani di studio universitari e’ arrivato solo dopo, con il decreto attuativo del 2018. Questo ha generato un vuoto normativo che non puo’ e non deve ricadere sugli studenti. Solo a Reggio Emilia si contano circa 400 giovani, in gran parte donne, che hanno conseguito il titolo di laurea senza poterlo utilizzare per accedere ai nidi d’infanzia. Non e’ tollerabile che l’unica ‘soluzione’ proposta sia a carico esclusivo di questi laureati, costretti a integrare il proprio percorso con ulteriori esami e costi aggiuntivi, per sanare un vuoto di responsabilita’ che non e’ loro. Serve un intervento nazionale, coordinato e tempestivo, che consenta il riconoscimento dei titoli gia’ conseguiti, senza nuovi oneri economici ne’ ostacoli burocratici”. “E’ fondamentale – conclude – che il ministero coinvolga gli Atenei, le Regioni, l’Anci e le rappresentanze delle scuole per l’infanzia per costruire una soluzione condivisa. Non possiamo permetterci di privare il sistema educativo di competenze preziose”.


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