Il divieto opposto dal Dap allo svolgimento di una seduta del Consiglio comunale di Modena presso la casa circondariale di Sant’Anna è una decisione grave e incomprensibile. La tutela di condizioni umane e dignitose di detenzione non è una concessione, ma un principio scolpito nella Costituzione, che dovrebbe stare ai vertici dell’agenda politica del Governo”. Lo dichiara la senatrice del Partito democratico Enza Rando, sottolineando come l’iniziativa del Comune fosse “un’occasione importante di sensibilizzazione sul ruolo rieducativo della pena, mettendo il carcere dentro la comunità e non ai suoi margini”. “Aprire le istituzioni locali al confronto diretto sui temi del sovraffollamento, dell’assistenza sanitaria, delle condizioni di lavoro del personale penitenziario e dei percorsi di reinserimento – prosegue Rando – significa dare concreta attuazione all’articolo 27 della Costituzione. Impedire questo confronto rischia invece di alimentare opacità e distanza”. “Il carcere non può essere un luogo invisibile – conclude la senatrice – ma parte integrante della comunità civile. Ogni iniziativa che va in questa direzione dovrebbe essere sostenuta, non ostacolata, soprattutto da chi ha la responsabilità della politica penitenziaria del Paese”.
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