“Un’impresa che nasce in un territorio, che crea lavoro e sviluppo, è prima di tutto un valore sociale. Ma quando incontra la mafia, le intimidazioni e la violenza, arriva un momento in cui si è chiamati a scegliere da che parte stare. Perché le mafie, al contrario, sottraggono ricchezza, impoveriscono i territori e umiliano lavoratori e lavoratrici”. Lo ha dichiarato la senatrice Vincenza Rando, introducendo oggi, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la presentazione del libro ‘Mi chiamo Marco e sono un testimone di giustizia’ di Marco M. e Davide Mattiello, pubblicato da Einaudi Ragazzi.
“La scelta della legalità – ha proseguito Rando – non è mai astratta: è una decisione che cambia radicalmente la vita di chi denuncia. Per questo le istituzioni hanno il dovere di non lasciare soli i testimoni di giustizia, cittadini e imprenditori che scelgono consapevolmente di stare dalla parte dello Stato”.
Secondo la senatrice, la storia raccontata nel volume ripropone con forza il tema del sostegno concreto a chi denuncia, a partire dal funzionamento dei sistemi di protezione e dalla necessità di una formazione adeguata e di un approccio realmente umano da parte dello Stato.
“La società civile – ha concluso Rando – ha la responsabilità di custodire il patrimonio rappresentato dai testimoni di giustizia. Solo così la legalità può diventare davvero una scelta possibile e non un atto di solitudine”.