“Il brillante lavoro della Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore De Lucia e delle forze dell’ordine, che ha portato ai fermi nell’ambito dell’indagine sul racket e sul traffico di droga a Palermo, dimostra ancora una volta la capacità dello Stato di colpire le organizzazioni mafiose. A magistrati e investigatori va il nostro ringraziamento. Questa vicenda, però, ci consegna anche un dato che non possiamo ignorare: il coinvolgimento di ragazzi sempre più giovani, reclutati come manovalanza criminale e cresciuti dentro una cultura mafiosa che continua ad alimentarsi nei quartieri più fragili. È una realtà che impone una risposta non solo repressiva, ma soprattutto preventiva. Per questo è necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione, investendo con continuità nella scuola, nei servizi educativi, nel sostegno alle famiglie, nella presenza dello Stato e nelle opportunità di inclusione sociale nei territori più esposti. Accanto a questo, dare sostegno reale al lavoro che stanno conducendo i Tribunali per i Minorenni nel Paese. Contrastare il reclutamento minorile da parte delle mafie deve diventare una priorità nazionale. Le mafie cercano consenso e forza dove trovano solitudine, povertà educativa e assenza di alternative. Spezzare questo meccanismo significa offrire ai giovani un futuro diverso e sottrarre alle organizzazioni criminali la loro principale riserva di manodopera. È su questo terreno che si gioca una parte decisiva della lotta alle mafie.” Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico
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