“La presidente Meloni usa i magistrati
come bersaglio della propria battaglia politica quando le serve
individuare un colpevole, ma tace quando e’ proprio grazie al
lavoro della magistratura che puo’ annunciare numeri e risultati
sugli arresti nella lotta alla mafia”. Lo afferma la senatrice
Enza Rando, responsabile Legalita’ e lotta alle mafie del
Partito Democratico.
“Il quadro che la premier descrive e’ quello di un Paese che
sarebbe peggiorato per responsabilita’ altrui – prosegue Rando –
ma la verita’ e’ che l’Italia e’ oggi piu’ fragile anche e
soprattutto per effetto delle politiche di questo governo: tagli
alla scuola, alle politiche educative, all’inclusione sociale e
alla giustizia, mentre si moltiplicano norme esclusivamente
repressive che non incidono sulle cause profonde della
criminalita’”. Secondo la senatrice “continuare a promettere
nuovi decreti sicurezza senza investire sulla rieducazione,
sulla giustizia riparativa e sul recupero sociale significa
alimentare l’illusione che la repressione, da sola, possa
risolvere problemi complessi, omettendo il fatto che un detenuto
che non e’ seguito con percorso rieducativi creera’ sempre
maggiori problemi in termini di sicurezza e recidiva”. “I reati
– aggiunge – non si combattono solo aumentando le pene o
invocando il pugno duro, ma costruendo coesione sociale,
prevenzione e legalita’ diffusa”.
“Anche sul fronte della lotta alla mafia e della corruzione –
conclude Rando – il governo non ha messo in campo investimenti
strutturali ed anzi ha indebolito gli strumenti di contrasto,
come nel caso dell’abuso d’ufficio. E’ facile rivendicare gli
arresti, piu’ difficile assumersi la responsabilita’ di
politiche che indeboliscono lo Stato nei suoi presi’di
fondamentali: scuola, giustizia e inclusione”.