“La proposta di Salvini di equiparare le pene per i reati commessi dai minorenni a quelle previste per i maggiorenni è una follia giuridica e morale. È un attacco frontale al principio di civiltà su cui si fonda la giustizia minorile nel nostro Paese: quello della rieducazione, della responsabilità proporzionata all’età, della possibilità di cambiare strada. Il minore è un soggetto in divenire che deve essere accompagnato verso la rivisitazione critica delle proprie condotte. I numeri non possono diventare pretesto per cancellare i diritti. Trattare un quindicenne come un adulto significa rinunciare alla funzione rieducativa della pena e spalancare le porte a una deriva repressiva che colpisce sempre i più fragili”. Lo dichiara la senatrice Pd Enza Rando, coordinatrice del comitato minori in commissione Antimafia.


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