“Ieri a Catania ho incontrato i lavoratori della cooperativa Beppe Montana Libera Terra, una realtà che da anni rappresenta un presidio autentico di legalità nella gestione dei beni confiscati alle mafie. Ho voluto essere lì soprattutto per portare un segnale forte di solidarietà e vicinanza, dopo i gravi attentati intimidatori di cui la cooperativa è stata vittima.”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Pd e componente della commissione Antimafia.

“Insieme ai lavoratori e alla presidente della cooperativa, abbiamo visitato i terreni di Cuccumella, a Lentini, dove si lavora ogni giorno per restituire dignità a una terra strappata alle mafie. È stato un momento ricco di emozione e speranza – prosegue Rando – anche grazie alla presenza di tanti ragazzi e ragazze dei campi estivi di Libera: giovani che scelgono l’impegno, la partecipazione, la condivisione concreta di un’idea di giustizia sociale”.

“Durante la giornata – evidenzia la senatrice – abbiamo incontrato anche i promotori di una nuova cooperativa formata da ex dipendenti, che hanno chiesto l’assegnazione dell’Hotel Sigonella Inn, confiscato nel 2016. Una scelta che incarna pienamente lo spirito della legge La Torre-Rognoni, che ha aperto la strada al riuso sociale dei beni confiscati: trasformare ciò che era frutto del potere mafioso in strumento di lavoro, dignità e sviluppo per il territorio”.

“Non lasceremo cadere nel silenzio i segnali di allarme che arrivano dai territori – mette in chiaro la senatrice Pd – . Abbiamo già chiesto al Comitato beni confiscati della Commissione parlamentare antimafia di audire i presidenti e i lavoratori delle cooperative colpite da atti di intimidazione, danneggiamenti e minacce. La giornata di ieri ha dimostrato che, se il riutilizzo sociale dei beni confiscati è accompagnato da reti cooperative, istituzioni, cittadinanza attiva e associazioni, allora può diventare davvero un volano di riscatto collettivo. Erano presenti rappresentanti del territorio, dell’associazione Libera, della Lega delle cooperative, dell’ANPI, dei sindacati: tutte realtà – conclude Rando – che condividono una responsabilità comune e una visione alta di legalità democratica. Un messaggio chiaro: le mafie si combattono anche così, restituendo valore ai beni sottratti alla criminalità e mettendo al centro le persone che scelgono la legalità come scelta di vita”.


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