“La risposta del Governo è inadeguata. Il carcere Sant’Anna di Modena, che poche settimane fa abbiamo visitato insieme ad altri colleghi parlamentari, è uno dei simboli della crisi del sistema penitenziario italiano e continua a vivere una situazione insostenibile, segnata da sovraffollamento, carenze di personale, problemi strutturali e condizioni ambientali sempre più difficili”. Lo ha dichiarato in Aula la senatrice del Pd Enza Rando, replicando al sottosegretario Ostellari in merito all’interrogazione sul penitenziario modenese.
Rando ha ricordato che la struttura, a fronte di una capienza di 372 posti, ospita attualmente 517 detenuti, denunciando infiltrazioni, impianti obsoleti, insufficienza di educatori e personale sanitario e condizioni aggravate dalle elevate temperature estive.
“La sicurezza non si costruisce aumentando il numero delle persone recluse, ma riducendo la recidiva attraverso formazione, lavoro, sostegno psicologico e reinserimento sociale”, ha affermato la senatrice dem, sottolineando come “ogni suicidio in carcere rappresenti una sconfitta dello Stato”. Secondo Rando, “le politiche del Governo stanno producendo più sovraffollamento, tensioni e disagio”.
La parlamentare ha quindi chiesto “un piano straordinario per il carcere di Modena e per l’intero sistema penitenziario”, con investimenti nell’edilizia carceraria, nuove assunzioni, più educatori, psicologi e personale sanitario, oltre a misure capaci di affrontare il sovraffollamento e restituire “umanità e dignità alla pena”.


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