“Se il Presidente della Repubblica invoca una grande alleanza per la sicurezza del lavoro, è necessario che maggioranza e opposizione si confrontino con parole di verità e il coraggio di una valutazione analitica dell’organicità e dell’attualità della legislazione e delle attività di monitoraggio e controllo. La ministra Calderone è qui non per scelta del governo, ma per rispondere a un obbligo di legge voluto dal Pd, visto che il testo unico prevede una relazione annuale al Parlamento sulla sicurezza sul lavoro. Purtroppo l’azione del governo delude: la relazione ha un approccio troppo formalistico, un elenco di procedure che prende il posto di una strategia. Il bollettino annuale è tragico: anche nel 2025 sono morte sul lavoro 1093 persone, con 598 mila incidenti. Dopo una legislatura intera scandita dai decreti sul lavoro, ognuno presentato come una riforma decisiva, non è possibile che ogni anno oltre mille persone muoiano per il lavoro”. Lo ha detto in Aula la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro, affari sociali, sanità. “Le malattie professionali sono in aumento dell’11% – ha proseguito Zampa – segno che il lavoro sta logorando le persone e se l’incidenza cala, la mortalità è costante. Non si sono viste svolte e c’è un buco analitico. Non sappiamo quanti incidenti mortali abbiano riguardato i lavoratori precari. Anche sui lavoratori stranieri occorrono parole di verità: il tasso di mortalità è più che doppio rispetto a quello dei lavoratori italiani. E come si concilia la volontà del governo di contrastare la compressione delle tutele con i subappalti a cascata, con la diffusione dei voucher e dei contratti di somministrazione? Le nuove fragilità riguardano il lavoro agricolo e i rider. Chiediamo al governo di cambiare rotta: rimetta mano al Codice degli appalti, basta subappalti a cascata. E si approvi la pdl alla Camera sul gratuito patrocinio per i famigliari delle vittime del lavoro”


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