“Tre anni fa, sulle coste di Cutro, il nostro Paese veniva attraversato da una delle pagine più dolorose della sua storia recente. La strage del 26 febbraio 2023 non è soltanto una ferita ancora aperta per le famiglie delle vittime, ma una domanda che continua a interpellare la coscienza dell’Italia e dell’Europa”. Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza Rando.
“Donne, uomini, bambini – prosegue Rando – partiti nella speranza di una vita migliore e morti a pochi metri dalla riva. A tre anni di distanza, non possiamo limitarci alla commemorazione: dobbiamo pretendere verità, responsabilità e soprattutto un cambiamento radicale nelle politiche migratorie, perché il diritto alla vita viene prima di ogni propaganda”.
“La tragedia di Cutro – aggiunge la senatrice Pd – non è stata un episodio isolato. Solo pochi giorni fa, al largo della Sicilia, una nuova tragedia in mare, conseguenza del maltempo, ha spezzato la vita di centinaia di migranti. Il mare sta restituendo i corpi di donne e uomini sulle nostre coste. Un dramma che si è consumato nel silenzio quasi generale. Nessuna parola, nessuna assunzione di responsabilità. Solo l’ong Mediterranea e il vescovo di Palermo hanno portato alla luce la tragedia”.
“Questo silenzio – conclude Rando – è ciò che più ferisce. Perché quando il dolore non fa notizia, quando le morti in mare diventano un fatto ordinario, significa che stiamo smarrendo il senso della nostra umanità”.