“Quante persone dovranno ancora morire
perché il GOVERNO si attivi seriamente per trovare una soluzione
alle inaccettabili condizioni di vita in carcere?”. Lo chiedono i
parlamentari modenesi PD, Enza Rando, Stefano Vaccari e Maria
Cecilia Guerra, chiamando in causa il GOVERNO dopo l’ultimo
suicidio ieri al carcere Sant’Anna, dove è morto un cittadino di
origine tunisina non ancora 25enne. “La tutela della dignità
umana e della salute vale deve essere garantita anche alle
persone che scontano una pena detentiva- continuano gli esponenti
dem- e questa non può tramutarsi, a causa delle indecenti
condizioni delle strutture, in una tortura. E la condanna alla
detenzione non può equivalere a una condanna a morte”. Come hanno
sottolineato a più riprese le associazioni che si occupano di
carcere, gli operatori e gli stessi sindacati degli agenti
penitenziari, proseguono i parlamentari PD, “lo stato in cui
versa il Sant’Anna è terribile, con strutture fatiscenti, carenza
di personale e un sovraffollamento di 580 detenuti in una
struttura con 371 posti regolamentari”. In questa situazione
infernale, rincarano i dem, “è sconcertante che il Sant’Anna non
sia stato inserito nel Piano careri del GOVERNO. Ora l’esecutivo
ci dica come pensa di intervenire seriamente su una situazione
che è andata da tempo ben oltre il limite del tollerabile. Anche
il presidente MATTARELLA- concludono i parlamentari- ha
richiamato il tema dei diritti delle persone detenute e l’ultima
vittima aveva appena 24 anni. Se l’idea di questo GOVERNO è di
fare in modo che il carcere divenga sempre più una discarica
sociale, sappia che questo non è il modo di risolvere il
problema, ma se mai di esacerbarlo”.


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