Punta il dito sulla precarietà di giovani e donne Tatjana Rojc (Pd), segretaria della commissione Politiche dell’Ue al Senato: “In Italia non c’è parità tra Nord e Sud sia sul piano sanitario, sia sul piano dei servizi per le famiglie. Ci preoccupiamo delle culle vuote ma non facciamo nulla di decisivo perché i giovani abbiano stipendi che permettano di progettare un futuro. Non c’è infatti nessuna attenzione per un salario dignitoso e non si vuole quello minimo. Pensiamo ai lavoratori autonomi e agli stagisti, per fare solo degli esempi, che guadagnano davvero poco nonostante il loro alto grado di formazione e professionalità. C’è inoltre il problema casa e la precarietà lavorativa che impedisce l’accesso ai mutui; i contratti nazionali non adeguati con il potere di acquisto sempre più debole e i carrelli della spesa sempre più vuoti. Il gender pay gap resta una ferita anche nel Nordest, dove ci sono donne che lavorano con contratti a tempo indeterminato ma vengono pagate pochi euro. Tutti questi elementi incidono sulla qualità della vita e sull’equità tra le persone, e costituiscono un problema epocale su cui bisogna impegnarsi sul serio, perché non ci sono altre vie”.


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