“Agli effetti concreti di una
norma sul fine vita, Fedriga e l’assessore regionale Riccardi
hanno la stessa posizione: è un No. Per chi occupa ruoli
politici di governo, opporsi o non fare nulla dà lo stesso
risultato, e offre la medesima gelida risposta alle persone che
soffrono. Questa è una decisione precisa, non è uno scarico di
coscienza ma un’assunzione di responsabilità puntuale”. La
senatrice Tatjana Rojc (Pd) commenta il silenzio del presidente
Fvg Massimiliano Fedriga e le parole dell’assessore regionale
alla Salute Riccardo Riccardi in materia di fine vita.
“Le Regioni possono fare, lo sanno benissimo nel
centrodestra, come ad esempio in Toscana dove dal 2025 c’è una
legge sul suicidio assistito, ma anche in Lombardia dove
l’assessore Bertolaso lavora a un vademecum in materia, per
tacere del Veneto dove si discute. Genera un senso di disagio, a
esser moderati, sentire che la Giunta regionale Fvg rinvia la
questione al Parlamento nazionale – prosegue Rojc – E che lo
fanno proprio all’indomani dell’ affossamento in Senato, per
loro stessa mano, della proposta di legge sul fine vita del
collega Alfredo Bazoli. E’ lo stesso metodo sostanzialmente
adottato in Fvg: spostare, procrastinare, e pazienza per chi
attende e chiede di trovare una fine al dolore. Lucia e Martina,
costrette ad andare in Svizzera per essere libere, sono due
vittime dell’indifferenza, e voglio credere non sia calcolo
politico”, conclude.