Sono passati 54 anni dall’eccidio dei
tre esponenti di Peteano, piccolo paese della Venezia Giulia, a
meno di dieci chilometri da Gorizia e Redipuglia. Quella strage
di matrice neofascista, tuttavia, “e’ ancora la strage
dimenticata a Nordest, un episodio della storia d’Italia che,
purtroppo, non riesce a entrare nel ‘canone’ delle stragi degne
di una memoria nazionale”. A dirlo la senatrice triestina del PD
Tatjana Rojc, in occasione del 54esimo anniversario
dell’attentato dinamitardo che il 31 maggio 1972, costo’ la vita
al brigadiere Antonio Ferraro e ai carabinieri Donato Poveromo e
Franco Dongiovanni, nel Comune di Sagrado (Gorizia). “Eppure –
riflette la dem in una nota – in quella stradina di campagna si
sono incrociati piani e interessi diversi, accomunati dalla
volonta’ di incidere sulla vita democratica di uno Stato sotto
attacco, dall’esterno e dall’interno. Da un punto in cui i
blocchi si fronteggiavano – prosegue Rojc -, si dipartono alcune
tra le piste e personaggi piu’ inquietanti della sovversione:
tutto cio’ deve restare nella memoria. Per questo – conclude la
senatrice – ci uniamo all’inchino delle autorita’ che oggi hanno
omaggiato i tre carabinieri uccisi a tradimento e poi traditi
ancora dai depistaggi”.


Ne Parlano