Interrogazione Pd a Meloni e Giorgetti

In merito alle vicende del Garante della Privacy il gruppo del Pd al Senato ha presentato una interrogazione, a prima firma del Presidente Francesco Boccia e sottoscritta dall’ufficio di presidenza del gruppo, alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia.

Di seguito i passaggi principali dell’interrogazione:

“Nell’ambito dell’inchiesta giornalistica condotta dalla trasmissione “Report” nelle puntate andate in onda su Rai Tre nei giorni 2 novembre e 9 novembre 2025 sono emerse circostanze gravissime in merito alle condotte dei componenti del Garante per la protezione dei dati personali; in particolare, è emerso un quadro molto preoccupante di pregiudizio per l’irrinunciabile indipendenza del Garante rispetto al potere politico e per la neutralità del medesimo rispetto agli interessi dedotti nei procedimenti di sua competenza.
Desta enorme preoccupazione la circostanza che, almeno in due casi documentati, vi è fondato motivo di ritenere che l’attività di uno dei componenti del Garante – Agostino Ghiglia – sia stata oggetto di interlocuzione con esponenti politici di primo piano del partito “Fratelli d’Italia” – ivi inclusa l’attuale Presidente del Consiglio dei ministri – sia prima delle elezioni politiche del 2022, che nel corso dell’attuale legislatura e, dunque, con la principale forza politica che sostiene il Governo.
È emerso poi dall’inchiesta che lo stesso componente avrebbe avuto una interlocuzione riservata con il responsabile istituzionale per l’Italia della società Meta, a ridosso della decisione relativa a un procedimento aperto proprio nei confronti della medesima società, e che si è concluso prima con l’irrogazione di una sanzione pari a 12 milioni di euro in luogo dei 44 milioni di euro proposti dall’Ufficio del Garante e, poi, con la cancellazione della sanzione stessa, scelta che potrebbe dare luogo addirittura alla configurazione di un danno erariale.
Allo stesso modo, sono emersi analoghi gravi sospetti di conflitto di interesse – e di interferenze politiche – in relazione ad altri componenti del Garante, ciò che restituisce un quadro di significativo rischio e pregiudizio per l’autonomia e l’indipendenza dell’istituzione.
Sempre nell’ambito dell’inchiesta sono emersi profili di estrema gravità in relazione alla gestione economica del Garante, sia per quel che riguarda l’utilizzo dei fondi assegnati all’autorità per spese non direttamente attinenti alle funzioni del Garante, sia in relazione all’uso non sorvegliato delle risorse medesime, specie con riferimento alle spese per viaggi, rappresentanza e benefit per i componenti del Collegio.

Considerato che:
la messa in onda delle due puntate di “Report” richiamate in premessa è avvenuta in un clima di tensione e inaccettabili intimidazioni; in particolare, per ben due volte la RAI è stata invitata – ma sarebbe meglio dire diffidata – dallo stesso Garante e da suoi singoli componenti a sospendere la messa in onda;
che l’indipendenza del Garante rispetto al sistema politico e la sua fondamentale neutralità rispetto agli interessi dedotti nei procedimenti di propria competenza rappresentano altrettantiirrinunciabili presidi di garanzia rispetto all’attività di una istituzione chiamata a vigilare su beni – la riservatezza e la protezione dei dati personali – direttamente attinenti alla libertà e alla dignità della persona; in particolare, come ogni altra Autorità indipendente, anche il Garante è configurato dalla legge quale titolare di funzioni che sono sì amministrative, ma esercitate secondo canoni di piena indipendenza rispetto al potere esecutivo, al Governo e alle maggioranze politiche; e ciò proprio perché si tratta di funzioni poste a tutela di interessi di cruciale rilievo costituzionale in quanto attinenti a diritti fondamentali delle persone; ​per questo, come ogni altra Autorità indipendente, anche il Garante è tenuto ad agire secondo canoni di legalità, trasparenza e neutralità; pertanto, il pregiudizio per indipendenza e neutralità, emerso dall’inchiesta giornalistica evocata in premessa, mette a rischio la tenuta di fondamentali principi costituzionali e, in definitiva, delle stesse garanzie democratiche;

si chiede di sapere:

– quale sia la valutazione della Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’economia e delle finanze sui fatti evocati in premessa e quali iniziative intendano adottare, negli ambiti di rispettiva competenza, per assicurare che l’attività del Garante per la protezione dei dati personali prosegua nell’interesse esclusivo della collettività e assicurando il pieno rispetto dell’indipendenza rispetto al potere politico e della neutralità rispetto agli interessi dedotti nei procedimenti di competenza.



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