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‘Dal seminario del gruppo del Pd al Senato dal titolo ‘L’Ambiente al Centro: affrontare i Cambiamenti Climatici’, organizzato con il gruppo Pd della Camera, gli Ecodem e al quale hanno partecipato i maggiori esperti del settore, emerge un’indicazione chiara: il semestre di Presidenza italiana della Ue può essere una grande occasione per raccogliere al sfida dei cambiamenti climatici. Si tratta infatti di un’emergenza ambientale da cui partire per rinnovare l’impegno sulla green economy, e in particolare sulle politiche energetiche, contro il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo, il rilancio dell’agricoltura, la mobilità sostenibile’. Lo dice il senatore Massimo Caleo, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente.
Scopo dell’iniziativa, organizzata col supporto tecnico di Indica srl e Snark Space Makin, quello di creare una visione condivisa nel Pd sulla sfida dei cambiamenti climatici, attraverso una metodolologia di co-design che prevedeva, dopo un momento iniziale di introduzione in plenaria, il lavoro in 3 gruppi su target delle emissioni, adattamento e dissesto e, infine, consumo del suolo. Al seminario hanno partecipato, tra gli altri: Chiara Braga responsabile ambiente della segreteria Pd, l’onorevole Alessandro Bratti, il Presidente nazionale degli Ecodem Fabrizio Vigni, e gli esperti Sergio Castellari, Erasmo D’Angelis e Antonio Federico.
‘Il seminario – dice il senatore del Pd Stefano Vaccari – e’ stato per il Pd un’occasione straordinaria di confronto, sia per la partecipazione che per la qualità delle presenze. Si sono discussi e condivisi obiettivi e proposte in grado di caratterizzare le proposte del Pd sull’ambiente in vista del semestre europeo di presidenza italiana. Serve infatti una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e per la prevenzione del dissesto idrogeologico, un set di azioni ed indirizzi in grado di far fronte agli impatti e di ridurre al minimo i rischi per i cittadini e le imprese, a partire dalle zone più vulnerabili del nostro Paese’.

‘La sfida ai cambiamenti climatici – dice il senatore del Pd Salvatore Tomaselli – si può vincere con politiche che coinvolgano pienamente sia i cittadini, che i decisori politici, che gli stakeholder più vari, a cominciare dalla comunità scientifica. I costi dell’inazione potrebbero rivelarsi drammaticamente elevati di fronte agli impatti già in essere sull’ecosistema e che ancor più potrebbero scaricarsi sulle prossime generazioni. Per questo i campi di intervento, pure già individuati, devono essere immediatamente ‘aggrediti’ con strategie di sostenibilità che possano rivelarsi più efficaci di quanto fatto finora: dall’energia ai trasporti, dal patrimonio edilizio pubblico e privato ai consumi green, dall’agricoltura a politiche industriali innovative, dall’utilizzo della leva fiscale ad una più diffusa cultura della tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo e del pianeta’.

‘Parlando di consumo di suolo – spiega la senatrice del Pd Valeria Cardinali – è emersa la convinzione, ormai condivisa da tutti, che la parola d’ordine sia ‘rigenerazione’, intesa proprio come riportare alla vita e ridare nuove funzioni alle volumetrie esistenti oggi inutilizzate o non mantenute da anni. È una grande opportunità per aumentare la qualità urbana e far ripartire l’economia nel breve periodo. Con la stessa condivisione sono emerse le difficoltà e anche qui una parola d’ordine: ‘burocrazia’ che con l’assenza di una legge urbanistica (l’ultima risale al 1942!), la frammentazione di norme regionali e regolamenti comunali rende difficile l’intervento sia pubblico che privato. Nel nostro Paese sono in atto molte esperienze, tante buone pratiche che faticano ad andare avanti. Occorrono incentivi per rendere appetibili gli interventi di recupero e semplificazione delle norme e tempi certi per i privati interessati. Il Governo si sta muovendo proprio in questa direzione e non solo col DDL sul consumo di suolo, ma è necessario un nuovo patto tra i diversi soggetti coinvolti, pubblici e privati, tra politica e tecnica, facendo anche attenzione a stimolare formazione e competenze necessarie per utilizzare in maniera innovativa gli strumenti esistenti’.