“Io penso che scontiamo, sia destra che sinistra, alcuni limiti.
A destra io vedo ancora una visione un po’ concentrazionaria
che non riguarda soltanto la questione
dell’educazione sessuo-affettiva, ma riguarda molti ambiti. Lo
vediamo sulle questioni dei migranti, delle carceri, della
salute mentale. Questo atteggiamento impedisce la possibilità di
un confronto che sia magari più aperto e libero”. Lo ha detto il
senatore del Partito Democratico, Filippo Sensi, in apertura del
convegno “L’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di primo
grado” nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, al
Senato, dove avrebbe auspicato “un incontro, anche uno scontro,
comunque un confronto tra maggioranza e opposizione, tra GOVERNO
e parlamento, e non dispero che questo possa accadere”.
“Anche noi a sinistra scontiamo un analogo tipo di resistenza
– ha però precisato – ci sentiamo espropriati di quelli che noi
consideriamo dei nostri temi e in alcuni casi si è espropriati
in una maniera anche che ci mette in difficoltà e in imbarazzo.
Un esempio per tutti è il reato di femminicidio. Noi ci sentiamo
presi in contropiede se è la destra a farlo e anche noi ci
dividiamo, discutiamo, spingiamo quella cosa solamente sul
fronte e sul lato repressivo”.
Sensi ha sottolineato che “è un dibattito aperto, però lo
stesso tipo di resistenza che la destra ha nei confronti di un
possibile punto di confronto, anche di scontro, lo abbiamo anche
noi”.
Ma “questo è il GOVERNO – ha aggiunto – se noi vogliamo fare
delle cose per le persone, nella vita reale delle persone, ci
dobbiamo confrontare e prenderci anche la responsabilità di
scelte che possono essere anche quelle di un sonoro e netto ‘no’
o ‘non ci sto'”.