“Perché mostrificare il riformismo,
antica tabe della sinistra? Perché insultare i riformisti,
quelli dentro e fuori del PD? Per non disturbare il manovratore?
Non credo che una messa all’indice sia lo strumento migliore per
costruire unità e consenso, rispetto e condivisione, come
auspicato da Romano Prodi ancora sabato scorso. Ci sono temi su
cui fatichiamo un po’ tutti a ritrovarci? Ci si confronta, con
pazienza, con attenzione, con generosità. Con cura. Senza il
compiacimento di chi ‘se la sente calla’, come si dice a Roma. E
senza decaffeinare il nostro messaggio, o diluire la linea, sia
mai”. Lo scrive sul sito del Domani il senatore del PD, Filippo
Sensi, in risposta ad un articolo di Marco Damilano.
“Ma un partito, Marco, e lo sai meglio di me, è anche questa
fatica, questa responsabilità – scrive il senatore, tra i
rappresentanti dell’ala riformista del PD -. Da parte di tutti.
Chi milita, chi osserva, chi consiglia, chi guida. Proprio per
evitare quella irrilevanza alla quale troppi, su questo hai
ragione, vorrebbero costringerci. Il PD è un grande partito,
largo e riformista. Nessuno si senta offeso, nessuno si senta
escluso”.


Ne Parlano