Filippo Sensi, Pd, la sua segretaria Elly Schlein ha rimesso sul tavolo l`ipotesi di una tassa patrimoniale.
«Non mi pare una novità, questo dibattito sulla patrimoniale di tanto in tanto a sinistra ritorna, e non solo in Italia».
Un`ipotesi che ha fatto molto rumore, però.
«Certo la volontà della destra è quella di strumentalizzare il dibattito. Perché loro sul fronte dell`economia non hanno fatto niente. Non hanno fatto riforme strutturali, non hanno portato una crescita nonostante la forte iniezioni di denaro del Pnrr».
Ma il dibattito si è aperto all`interno del campo largo. Critiche da Matteo Renzi, critiche dal Movimento Cinque Stelle. Era opportuno tirare fuori questo argomento? Proprio adesso?
«Non penso che Elly Schlein volesse tirare fuori questo tema. Ha risposto a delle domande in un`intervista e ha fatto un ragionamento. I Cinque Stelle si rimangiassero piuttosto la loro linea filorussa. Detto questo io non sono d`accordo».
Su cosa?
«Sulla patrimoniale, non penso che sia quello di cui ha bisogno la nostra economia. Non è quello di cui hanno bisogno cittadini».
Di cosa hanno bisogno i cittadini secondo lei?
«Innanzitutto dobbiamo porci la questione della crescita: siamo fanalino di coda in Europa, siamo tornati allo zero virgola. Ma non solo».
Cos`altro?
«C`è il problema degli stipendi che, anche qui, sono i più bassi d`Europa. Queste sono le questioni più urgenti che il centro sinistra deve affrontare per una proposta alternativa al governo. Ma il dibattito non deve essere un tabù. Anzi».
Di cosa si deve discutere?
«Di tutto. La questione energetica è divisiva? Io sono contrario al nucleare, ma è bene che se ne parli tra gli alleati. È evidente che ormai siamo entrati in un`altra fase del dibattito politico».
È cominciata la campagna elettorale per le elezioni del 2027.
«Appunto. Dobbiamo confrontarci sui temi apertamente perché dobbiamo fare un programma. Dobbiamo fare una sintesi che non sia un compromesso al ribasso».
Non teme che il Campo largo possa apparire troppo diviso?
«No, non mi spaventa che ci possano essere idee differenti da comporre in una sintesi, è l`abc della democrazia. Di più: penso che sia salutare che se ci sono degli interrogativi vengano messi sul tavolo prima e non dopo. Se gli italiani ci mandassero al governo sarebbe irresponsabile lasciare troppi nodi aperti»


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