Grave voltafaccia Governo su risorse promesse per funzionamento
“Lascia stupiti il voltafaccia fatto dal Governo su Radio Radicale proprio pochi giorni fa alla Camera, dimezzando l’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico, passando dagli otto milioni necessari ai soli 4 messi a disposizione con proroga del contratto per un solo anno. Una sorpresa alla luce delle parole della Presidente del Consiglio in persona che, nella famigerata conferenza stampa di inizio anno, prometteva che – virgolette – il governo intende presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per garantire un contributo straordinario a Radio Radicale, chiuse virgolette. Sia chiaro che i 4 mln non sono il contributo straordinario promesso, quelli sono i soldi della convenzione, cioè spiegato bene il corrispettivo dovuto in base a una convezione ottenuta a seguito di gara per la fornitura di un servizio, che è stata rinnovata. Ora se la premier dice che l’Esecutivo darà un contributo straordinario per Radio Radicale, io mi aspetto più soldi e non meno soldi. Un simile voltafaccia mette per strada la redazione di Radio Radicale, che non prende lo stipendio, e rischia di compromettere il patrimonio insostituibile di archivio e informazione che è la vita e l’orgoglio della Radio. Abbiamo presentato un emendamento per ripristinare il contributo. Bocciato in Commissione. Ci sarebbe spazio e margine per un ulteriore passaggio rapido alla Camera, se si aprisse qui al Senato, ma evidentemente questo si fa solo sulle questioni che premono davvero, figurarsi sulla libertà di informazione nel nostro Paese. Basta balletti come quello tra il Vicepremier di questa maggioranza, Antonio Tajani, che ha ribadito che farà di tutto per arrivare agli 8 milioni e le contestuali dichiarazioni del sottosegretario all’editoria Barachini, del suo stesso partito, che invece ha sottolineato come il governo abbia già assicurato un finanziamento di 10 milioni di euro a Radio Radicale, giocando coi numeri e mescolando i 6 milioni del suo dipartimento (che non c’entrano nulla con la convenzione) con i soli 4 del Mimit. Per superare la crisi in cui è stata sprofondata Radio Radicale basterebbe approvare la trasformazione in ordine del giorno di questo impegno, ora. Con cogenza e vincolo temporale certo. Radio Radicale sta morendo. E non muore per caso. Muore, comunque sia, colpa o sciatteria, per responsabilità precisa di questo governo che le ha voltato la faccia, come fa del resto con gli italiani”. Così il senatore del Pd Filippo Sensi intervenendo nell’Aula di Palazzo madama in merito al rifinanziamento della convenzione con Radio Radicale.


Ne Parlano