“Ha ragione Kyiv: la decisione del CIO, del Comitato Olimpico Internazionale, di squalificare Vladylsav Heraskevych, il campione ucraino di skeleton che avrebbe dovuto gareggiare stamattina, è una vergogna. Colpevole, secondo i burocrati del CIO, di non rinunciare al suo caschetto con stampigliati i volti di tanti atleti ucraini, suoi colleghi, uccisi dalla furia di Putin che tanti estimatori, tanti avvocati, tra nostalgici, prezzolati e vili trova, purtroppo, anche nel nostro Paese. Secondo il CIO il caschetto non è conforme al regolamento. Chissà se lo è, invece, l’aggressione militare all’Ucraina, quattro anni fra pochi giorni. Chissà quella che sport è. Chissà se è in linea con gli ideali di de Coubertin. L’atleta ricorrerà contro la decisione. Onore a lui, pensate a uno sportivo che si allena per quattro anni e più, in quelle condizioni, per arrivare alle Olimpiadi e poi viene squalificato, non per doping, ma perché porta con sé i volti degli atleti come lui, quelli che dovevano essere lì, potevano essere lì. Heraskevych voleva portare i nomi e i volti di alcuni degli oltre 650 atleti uccisi. Li voleva con sé, come memoria, per dargli forza, per farli correre e gareggiare con lui, come avrebbero meritato. Questo e non altro ha squalificato il CIO. E questo e altro squalifica per sempre il CIO.” Così nel corso del suo intervento nell’aula di palazzo Madama il senatore del Pd Filippo Sensi.
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