I rappresentanti del Pd hanno incontrato i sindacati per affrontare insieme il nodo della crisi dell’Ilva. Il Partito democratico condivide e sostiene tutti e quattro i punti proposti dalle rappresentanze sindacali in vista dell’incontro con il governo del prossimo 12 settembre.
Sull’ex Ilva “il tempo degli alibi è
finito”. La partita industriale sull’acciaio va risolta a livello
nazionale stanziando tra gli 8 e i 9 miliardi di risorse per gli
investimenti e varando un piano industriale certo. Lo ha sottolineato
Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, alla guida della
delegazione che ha incontrato i sindacati sul dossier ex Ilva. Un
incontro “utile e opportuno di cui condividiamo lo spirito: gli
obiettivi su cui i sindacati pongono l’attenzione sono obiettivi per
cui il Pd ha sempre dato battaglia alla luce del sole in parlamento:
decarbonizzazione, garanzie occupazionali, risanamento. Ci auguriamo
che il governo sia conseguente”, ha proseguito il capogruppo dem di
Palazzo Madama, ribadendo il no alla vendita separata degli impianti –
lo ‘spezzatino’ – e la centralità della continuità produttiva.
Su questo punto in particolare, Boccia, ha fatto presente che lo
stallo sulla nave rigassificatrice, che il Comune di Taranto non
vuole, non è il punto focale della questione. La neve serve ad
alimentare il polo Dri ma “non è l’unica soluzione possibile”, ha
ricordato, facendo poi presente che all’intesa del 12 agosto hanno
aderito la Regione e anche il Sindaco di Taranto.
“Eviterei di trasformare una vicenda industriale in una vicenda che
può risolvere un insieme di consiglieri comunali di Taranto. Vogliamo
vedere il piano industriale, l’idea di sviluppo industriale è gli 8-9
miliardi sul tavolo che servono a fare gli investimenti. Gli enti
locali guidati dal Pd ci saranno sempre. Il tempo gli alibi è finito
per tutti. I sindacati ci hanno chiesto un’assunzione di
responsabilità e noi lo abbiamo fatto, siamo qui per questo”, ha
asserito. Ora quindi “speriamo che anche Urso esca dalla condizione
che ha portato ad avere in tre anni tre piani diversi, perché questa è
una fase delicatissima. Il governo troverà le forze politiche di
opposizione pronte ad un dibattito parlamentare”, ha concluso.