“Esprimo profondo rammarico per il metodo, ancora prima che per il merito, con cui Governo e maggioranza parlamentare hanno condotto l’iter di questo disegno di legge e della delega collegata che operano su materie di estrema delicatezza per la credibilità e l’affidabilità del Paese nel consesso economico e finanziario internazionale. Avremmo potuto oggi giungere ad una convergenza di valutazioni più ampia sul testo. Un testo che era per gran parte frutto di un percorso avviato nel 2020 quando il Ministero dell’Economia decise di commissionare un report, pubblicato dall’Ocse, sui limiti e le criticità del mercato dei capitali italiano con lo scopo di semplificare e riformare la legislazione italiana allineandola alle migliori prassi internazionali. Da quel testo si arrivò poi alla pubblicazione, nel 2022, di un Libro Verde che, con ampio consenso di operatori e osservatori del settore, si poneva alla base del processo legislativo.
Quel percorso è stato male interpretato da questa maggioranza, che con imperizia ed estemporaneità ha emendato il testo originario nei suoi aspetti più delicati introducendo meccanismi macchinosi e pasticciati sul voto di lista e costringendo il Governo a numerose mediazioni e riformulazioni. Ancor più grave è la circostanza che questo modo di agire ha alimentato dubbi tra gli osservatori e nelle testate economiche, fino a ipotizzare che il legislatore fosse mosso non dalla volontà di agire per l’interesse generale ma guardando a casi particolari.
Grande perplessità suscita anche la quasi totale sovrapposizione della delega di riforma del TUF con il provvedimento che oggi votiamo. Le certezza del diritto è pre-condizione essenziale per qualunque investimento e il dubbio che il ddl Capitali possa configurare una “temporary rule” una legge a tempo, destinata ad essere superata dalla delega, non è certo un buon viatico per rendere competitivo a livello internazionale il nostro mercato dei capitali.
Nonostante queste considerazioni, nei lavori di commissione, non ci siamo mai sottratti dal proporre miglioramenti al testo. Con l’auspicio che il testo si possa migliorare alla Camera con la volontà di salvare quanto di buono è stato fatto negli anni passati con il Libro Verde, il Pd si astiene su questo provvedimento”. Così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze a Palazzo Madama in dichiarazione di voto sul ddl Capitali.


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