“Apprendiamo che il senatore Borghi non voterà in Parlamento la nuova autorizzazione di invio di armi a Kiev. Non entro nel merito: il Pd è favorevole al proseguimento degli aiuti militari all’Ucraina nel 2026 e il sostegno è un punto fermo dell’impegno europeo. Ma la posizione di Borghi, come le parole di Salvini di questi giorni, fotografano lo scontro, continuo, nel governo. Con Salvini che fa il portavoce di Mosca, Crosetto fa il ministro della Difesa, e Meloni tenta di tenerli insieme. E se ci spostiamo sulla manovra osserviamo le stesse dinamiche: la Lega insiste per le rottamazioni e sull’autonomia differenziata, FdI pensa al condono per le regionali in Campania, FI si preoccupa delle banche. Siamo davanti ad un condominio litigioso: stanno insieme solo per il potere”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
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