“Questo convegno di oggi era stato pensato per gli attacchi indecenti che ho ricevuto per aver criticato l’apertura in una municipalità di Roma di uno sportello per uomini maltrattati, che nasceva per affermare l’idea che esista una simmetria intra famigliare tra la violenza maschile contro le donne e la violenza femminile contro le donne. Ci opponiamo a questo racconto perché la violenza maschile contro le donne ha una sua specificità, non é questione solo di numeri non paragonabili, ma della sua matrice patriarcale fondata sulla cultura del possesso e del dominio. Non é un capriccio ideologico femminista dire che la violenza maschile é differente, ma é per custodire responsabilmente e gelosamente un patrimonio di saperi, leggi, soggetti costruiti dagli anni Settanta dalle battaglie femminili e femministe dalla rete antiviolenza e fondati sul riconoscimento della sperequazione di potere tra i sessi e su un ordine simbolico che schiaccia il femminile rispetto al maschile dominante, predominate. Cosa sta accadendo di nuovo? Si sta passando dalla negazione della violenza maschile, alla sua normalizzazione, alla sua neutralizzazione. I casi Phyca, ‘Mia moglie’ e Pelicot ci dicono che ancora tanta strada c’é da fare e che con strumenti nuovi la logica della violenza maschile é sempre la stessa. Non servono le leggi? Sono necessarie ma mai sufficienti, serve accanto alle leggi un cambiamento culturale, servono formazione, specializzazione degli operatori e soprattutto una società tutta che sappia leggere correttamente la violenza maschile per quella che é, cioè fondata su un ordine simbolico patriarcale che fatica ad essere messo in discussione”. Lo ha detto la senatrice del Pd Valeria Valente, aprendo al Senato il convegno “Donne, diritti e violenza maschile: le frontiere di un nuovo attacco”

Femminicidio Milano: Valente (Pd), avrei voluto altra narrazione

“Anche la rappresentazione mediatica di questo ultimo femminicidio, quello di Pamela Genini parla di quanto ancora ci si focalizzi sulla vittima invece che sul carnefice. Troppe foto, troppi dettagli morbosi sulla vita di lei, nulla su di lui. E soprattutto non é lei che si é presa la libertà di lasciarlo, la libertà appartiene a tutte le donne, é lui che non ha accettato la sua libertà ed é questo il problema e il movente. Avrei voluto, vorrei, una rappresentazione finalmente diversa”. Lo ha detto la senatrice del Pd Valeria Valente, aprendo il convegno “Donne, diritti e violenza maschile: le frontiere di un nuovo attacco?” In corso al Senato.

Violenza donne: Valente serve educazione nelle scuole, destra sia responsabile

“Alla destra dico: non possiamo accettare che si ripristini la pubblicità sessista e che si vieti l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, come sta accadendo in Parlamento in questi giorni. Non é coerente con quanto si sta cercando di fare con convergenze su leggi importanti come il ddl femminicidio. Noi siamo responsabili, lo sia anche questa destra di governo”. Lo ha detto la senatrice Valeria Valente aprendo al Senato il convegno “Donne, diritti e violenza maschile: le frontiere di un nuovo attacco”.


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