“I dati dell’Istat di oggi sono impressionanti. L’8 per cento delle italiane, cioè più di un milione e mezzo di donne, ha subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni, il 15%, cioè più di 3 milioni, una violenza fisica o sessuale. In un caso su tre l’autore è il padre o il patrigno, negli altri è comunque un famigliare, un amico di famiglia o un compagno di scuola. A distanza di 12 anni dall’ultima rilevazione sulla violenza, sebbene i dati siano per fortuna in lieve calo, la violenza maschile è ancora un’amara realtà per le adolescenti e le bambine italiane, più che per le straniere presenti in Italia. E altro che violentatori sconosciuti magari extracomunitari, come farebbe piacere a qualche forza politica: l’orco è in casa. Inoltre il 58% delle bimbe e delle ragazze non racconta a nessuno gli abusi, pensiamo per vergogna e per paura. Questi dati confermano che è necessaria l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e in tutte le agenzie educative, dalla famiglia all’università, per promuovere un profondo cambiamento culturale. Solo l’educazione diffusa alla parità e al rispetto può aiutare le bimbe e le ragazze a riconoscere la violenza maschile e a difendersi e, insieme, smantellare un modello culturale basato sulla sopraffazione del maschile sul femminile”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Femminicidio.
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